Salvatore Quasimodo Facts


Il poeta, traduttore e critico italiano Salvatore Quasimodo (1901-1968) è stato uno dei principali esponenti della poesia ermetica italiana.

Salvatore Quasimodo è nato il 20 agosto 1901 a Modica, in Sicilia, dove il padre era capostazione delle ferrovie italiane. Dopo diversi spostamenti in tutta la Sicilia, la famiglia si stabilì nel 1908 a Messina, dove Quasimodo terminò la sua educazione e rimase fino al 1919. Successivamente si trasferì a Roma per studiare ingegneria all’Istituto Politecnico, ma non completò gli studi. Per qualche tempo svolse diversi lavori fino a quando, nel 1926, si trasferì a Reggio Calabria come dipendente dell’Ente di Ingegneria Civile. Attraverso Elio Vittorini, suo cognato, fu introdotto negli ambienti letterari durante una visita a Firenze nel 1929. Incontra, tra gli altri, Eugenio Montale e Alessandro Bonsanti, direttore di Solaria, che nel 1930 pubblica le sue prime poesie.

Nel 1931 Quasimodo viene trasferito a Imperia e, dopo una breve parentesi in Sardegna, viene infine assegnato a Milano. Qui lascia il lavoro nel 1938 per diventare direttore del settimanale Tempo fino a quando nel 1941 viene nominato professore di letteratura italiana al Conservatorio Giuseppe Verdi. Quasimodo è stato insignito di diversi premi letterari, come l’Etna-Taormina nel 1953 e il

Viareggio nel 1958. Nel 1959 è stato insignito del Premio Nobel per la letteratura. Quasimodo muore il 14 giugno 1968.

La poetica di Quasimodo è caratterizzata dal credere nella “magia della parola”. Tale affermazione porta infine al concetto di “parola assoluta”, le cui proprietà alliterative sono sottolineate nei suoi aspetti logici. La successiva nozione di Quasimodo delle potenzialità sociali della poesia non indica necessariamente una rottura con il suo modo di fare precedente, ma può essere vista come una continuazione logica, come lui stesso ha detto una volta: “le parole ‘isola’ e ‘Sicilia’ possono essere identificate con la mia ricerca di un contatto con il mondo esterno”. Ha rifiutato di essere associato al simbolismo francese, dichiarando che la sua opera potrebbe essere meglio vista nella tradizione della poesia “stilnovista”.

Le finalità della poetica di Quasimodo sono già visibili nella sua prima raccolta di versi, Acque e terre (1930), in cui la parola non appare più in funzione sintattica subordinata ma afferma il suo valore immediato. Òboe sommerso (1932), Odore di Eucalipto ed altri versi (1933), e Erato e Apòllion (1936) sono raccolte di versi che caratterizzano maggiormente l’approccio ermetico di Quasimodo, ed è qui che la sua poetica della parola assoluta è più chiaramente delineata ed evidente (“Mi disimpegno per sillabe, ” Parola). I temi sono autobiografici, quelli di un’odissea e della ricerca di un paradiso perduto. Gli aspetti quasi realistici di Acque e terre sono scomparsi; la tecnica delle analogie è diventata più audace; le metafore sono diventate più serrate. L’equilibrio tra elementi realistici ed ermetici caratteristico della prima collezione non esiste più.

Nuove poesie (1938) ribadisce l’antico sentimento nostalgico di Acque e terre per la Sicilia. Pur mantenendo i suoi aspetti ermetici, la sintassi ha raggiunto un più alto grado di chiarezza, fondendo con facilità gli elementi umani con quelli della natura in una sintesi in bilico, come nella poesia su Ilaria del Carretto. Ed è subito sera (1942), che rappresenta una revisione stilistica e strutturale di tutto ciò che Quasimodo aveva scritto fino a quel momento, ha disposto le poesie in ordine cronologico e ha dato la sensazione di una maggiore facilità e di soluzioni che hanno permesso un atteggiamento più distaccato da parte del lettore.

Le collezioni del dopoguerra Giorno dopo giorno (1947), La vita non è sogno (1949), e Il falso e vero verde (1956) cercano un rapporto e un dialogo più diretto con il lettore, e lo stesso Quasimodo le chiamava “poesia sociale”. La terra impareggiabile (1958) è ancora orientata verso l’approccio sociale e dialogico, ma è un po’ più debole rispetto alle precedenti raccolte.

Altre letture su Salvatore Quasimodo

Una breve biografia di Quasimodo è in Fondazione Nobel, Conferenze Nobel: Letteratura, 1901-1967, a cura di Horst Frenz (1969). Per la storia generale si veda Carlo L. Golino, ed., Poesia italiana contemporanea: Antologia (1962), e Eugenio Donadoni, Una storia della letteratura italiana (1923; trans. e rev. ed., 2 vol., 1969).


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