Sacco and Vanzetti Facts


Nicola Sacco (morta nel 1927) e Bartolomeo Vanzetti (1888-1927), anarchici di origine italiana, divennero l’oggetto di una delle più celebri controversie americane e il centro di molte delle proteste liberali e radicali degli anni ’20 negli Stati Uniti.

L’esecuzione di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti a Boston nel 1927 pose fine a una lotta di oltre 6 anni da parte di americani ed europei che si erano convinti innocenti dei crimini di rapina e omicidio. Per un

Una parte considerevole della comunità intellettuale americana ha simboleggiato la lotta per la giustizia per le minoranze etniche, i poveri e i politicamente poco ortodossi. Il caso ha avuto un’influenza catalizzatrice sul successivo sviluppo del pensiero di sinistra in America.

Sacco è nato a Torremaggiore. A 17 anni è immigrato negli Stati Uniti d’America. Ha imparato il mestiere della spigolatura delle scarpe e si è stabilito a Milford, Massachusetts, lavorando per un’azienda calzaturiera locale. Si è sposato, ha avuto un figlio e sembrava che stesse costruendo una vita stabile e sicura.

Vanzetti, invece, era scapolo e vagabondo. Nato a Villafalletto, si è recato negli Stati Uniti nella prima età adulta. Ha lavorato come aiuto cuoco a New York, poi in vari lavori umili nella zona di Boston. Lì Vanzetti, già impegnato nei principi anarchici, incontrò Sacco. Quando gli Stati Uniti entrarono nella Prima guerra mondiale, fuggirono in Messico per sfuggire alla coscrizione militare. Nel giro di pochi mesi Sacco tornò dalla sua famiglia; Vanzetti viaggiò per un anno nel Midwest americano.

Ritornando nel New England, Vanzetti ha svolto una serie di lavori e ha rinnovato la sua amicizia con Sacco, che lavorava in una fabbrica di scarpe. Vanzetti passava molto tempo a leggere e a riflettere sulle prospettive di trasformazione rivoluzionaria della società industriale. Sacco, sebbene poco interessato ai libri e alle idee, accettò anche la visione anarchica della fratellanza, della pace e dell’abbondanza senza governo.

I due si muovevano in una cerchia di anarchici e a volte distribuivano letteratura rivoluzionaria.

Arresto, processo, condanna

Quali erano le circostanze apparenti della vita dei due uomini nel maggio del 1920, quando furono arrestati e accusati di aver partecipato alla rapina di una fabbrica di scarpe a South Braintree, Massachusetts, il 15 aprile, e di aver ucciso l’impiegato e la guardia del libro paga della fabbrica. Furono arrestati poco dopo essere andati in un garage per reclamare un’automobile che si supponeva fosse stata vista vicino al delitto di South Braintree. Entrambi erano armati ma protestavano di non sapere nulla del crimine e avevano pianificato di usare l’automobile per distribuire letteratura anarchica.

Vanzetti, anch’egli accusato di aver partecipato a una tentata rapina a un camion della posta il dicembre precedente, è stato rapidamente incriminato, processato, condannato e condannato a 12-15 anni di reclusione. Quasi un anno prima che Vanzetti e Sacco fossero processati a Dedham per la rapina e gli omicidi di South Braintree. Il loro processo si è trasformato in una lotta legale straordinariamente vigorosa e complicata tra il pubblico ministero e Fred H. Moore, che ha gestito la difesa di Sacco e Vanzetti. Dopo più di sei settimane di ascolto dei testimoni, di presentazione di prove balistiche che si suppone abbiano confrontato una pallottola di una delle vittime con i proiettili della pistola di Sacco, e di estenuanti interrogatori incrociati e discorsi di chiusura, la giuria ha restituito i verdetti di colpevolezza per entrambi.

Strategia postale

Il processo Dedham non ha ricevuto quasi nessuna pubblicità fuori da Boston mentre era in corso; la questione anarchica era apparentemente di minore importanza. Ma nel corso dei sei anni successivi Moore, William G. Thompson (che divenne avvocato difensore capo dopo che Moore se ne andò), e il Comitato di difesa Sacco-Vanzetti (una serie di anarchici, liberi pensatori di Boston provenienti da famiglie prestigiose, e liberali e radicali della classe media) ridisegnarono l’immagine pubblica del caso in una controversia politica e ideologica piuttosto che legale. La tesi della campagna della difesa era che il processo era stato condotto in un clima di paura e repressione e che la giuria e soprattutto il giudice Webster Thayer avevano avuto pregiudizi nei confronti degli imputati. Pertanto Sacco e Vanzetti sono stati condannati non per le prove, ma per le loro convinzioni politiche radicali.

Questa strategia ha mobilitato sempre più il sentimento dell’opinione pubblica con il passare degli anni e si sono moltiplicati i dubbi su alcune parti dell’evidenza. Alcuni testimoni dell’accusa hanno ripudiato le loro identificazioni, poi hanno ripudiato i loro ripudiamenti. Un altro assassino condannato ha confessato di aver preso parte al crimine di South Braintree e che Sacco e Vanzetti non facevano parte della banda, ma la sua storia era sommaria e incoerente. Gli avvocati della difesa hanno presentato ripetutamente, ma senza successo, mozioni per un nuovo processo. Il 9 aprile 1927, dopo l’affermazione delle condanne da parte della Corte Suprema del Massachusetts, il giudice Thayer condannò Sacco e Vanzetti alla sedia elettrica.

Fallimento finale

La lotta per salvare la vita di Sacco e Vanzetti è continuata. Il governatore Alvan T. Fuller, molestato da tutte le parti, ha nominato un comitato di tre persone per esaminare i documenti accumulati dal 1920. La commissione concluse che Sacco e Vanzetti dovevano morire. I disperati sforzi per convincere la Corte Suprema degli Stati Uniti ad ascoltare il caso fallirono. Il 22 agosto 1927, mentre centinaia di poliziotti pesantemente armati affrontavano folle di manifestanti fuori dalla vecchia prigione Charles-town di Boston, e mentre decine di migliaia di persone protestavano nelle strade di New York e in molte città all’estero, Sacco e Vanzetti furono fulminati.

Il caso Sacco-Vanzetti ha fornito una causa pubblica attorno alla quale si sono potuti unire intellettuali americani di credenze molto diverse. Il caso ispirò una voluminosa effusione letteraria e sembrò drammatizzare l’intolleranza e l’ingiustizia della società americana. Il movimento per salvare Sacco e Vanzetti presagiva un maggiore coinvolgimento degli intellettuali nelle questioni sociali che avrebbero segnato gli anni Trenta.

Il caso Sacco e Vanzetti rimane un capitolo tragico della storia degli Stati Uniti. Il caso è arrivato a rappresentare il tipo di bigottismo razziale e di violazione dei diritti umani contro cui la Costituzione degli Stati Uniti deve proteggersi. L’eredità di Sacco e Vanzetti serve a proteggere gli altri dalla persecuzione razziale e politica.

Ulteriori letture su Sacco e Vanzetti

Il materiale pubblicato sul caso Sacco-Vanzetti è voluminoso. Il classico brief per la difesa è Felix Frankfurter, Il caso Sacco e Vanzetti (1927). G. Louis Joughin e Edmund M. Morgan, L’eredità di Sacco e Vanzetti (1948), un curriculum quasi esaustivo e l’analisi delle prove, sostiene con forza la loro innocenza. Robert H. Montgomery, Sacco-Vanzetti: L’omicidio e il mito (1960), conclude che sono colpevoli, mentre Francis Russell, Tragedy in Dedham (1962), accetta le prove balistiche dello Stato e il verdetto di colpevolezza per Sacco ma scagiona Vanzetti. David Felix, Protesta: Sacco-Vanzetti and the Intellectuals (1965), si preoccupa maggiormente di descrivere lo sviluppo del “mito” Sacco-Vanzetti e il suo impatto sugli intellettuali americani negli anni Venti. Gran parte dell’atmosfera del movimento di protesta dei Sacco-Vanzetti può essere ricavata dal romanzo di Upton Sinclair Boston (1928) e dalla The Big Money di John Dos Passos (1936) e U.S.A. (1937).


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