Fatti di Samuel Alexander


Il filosofo britannico Samuel Alexander (1859-1938) fu un forte esponente della metafisica in un’epoca in cui quel soggetto era caduto in gran parte in disgrazia. Il suo lavoro mostra una grande capacità di sintesi e di sistema.

Samuel Alexander è nato a Sydney, New South Wales, Australia, il 6 gennaio 1859. I suoi primi studi si sono svolti al Wesley College di Melbourne. Si recò in Inghilterra nel 1877 con una borsa di studio al Balliol College di Oxford, dove conseguì la laurea literae humaniores (umanistica), leggendo matematica e filosofia. Dopo la laurea è rimasto a Oxford come borsista del Lincoln College, dove ha insegnato filosofia. È stato il primo ebreo ad essere borsista a Oxford.

All’epoca di Oxford, Alexander ricevette il Green Moral Philosophy Prize per una tesi di laurea in etica, che costituì la base per la sua prima pubblicazione, Ordine morale e progresso (1889). Questo libro assicurò ad Alexander un’ampia reputazione e, nel 1893, una cattedra di filosofia all’Università di Manchester, che tenne fino al suo pensionamento nel 1924. Dopo il pensionamento continuò a vivere a Manchester, dove era ben conosciuto e amato, una figura quasi leggendaria. La città e l’università lo onorarono nel 1925 erigendo un imponente busto dello scultore Jacob Epstein.

L’opera più importante di Alessandro arrivò tardi con le sue Gifford Lectures, poi pubblicate in un libro, Space, Time and Deity (1920). Il libro è una complessa metafisica in grande stile, che ritrae il mondo come una gerarchia in evoluzione di qualità emergenti: spazio-tempo, materia, vita, mente e infine divinità. Ogni nuova qualità dipende da quelle inferiori, ma allo stesso tempo presenta qualcosa di veramente nuovo.

Nel 1933 Alexander raccolse alcune delle sue carte sull’etica e l’estetica e le pubblicò con il titolo Beauty and the Other Forms of Value. Altre delle sue carte furono pubblicate in forma di libro dopo la sua morte. Molti di questi pezzi mostrano una genialità e un senso del divertimento ben diversi dalle sue opere sistematiche. Leggendoli, si arriva a capire perché un amico lo ha caratterizzato come “profondo ma gay”.

In apparenza Alessandro era forte e impressionante. Guardava il filosofo in ogni suo centimetro, con la barba fluente, la fronte alta e lo sguardo penetrante. Scapolo, aveva un genio per l’amicizia con persone di ogni età e situazione.

Ulteriori informazioni su Samuel Alexander

La Pezzi filosofici e letterari di Alessandro (1939), a cura del suo esecutore letterario, John Laird, è preceduta da un lungo memoriale che è una sintesi di informazioni e aneddoti ottenuti dagli amici di Alessandro. Il volume contiene anche una bibliografia completa. John W. McCarthy, Il Naturalismo di Samuel Alexander (1948), è un buon lavoro critico. Per una visione contraria si veda Milton R. Konvitz, Sulla natura del valore: La filosofia di Samuel Alexander (1946). Bernard Bosanquet, L’incontro degli estremi nella filosofia contemporanea (1921), contiene prezioso materiale di fondo.


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